0 - 9 dei miei primi 9 anni di vita non c’è molto da dire, se non che ho vissuto come un bambino normale, cioè non vivendo, lasciandomi solo trasportare dagli avvenimenti, senza che questi fossero creati da me. 10 - 14 dai 10 ai 14 anni, non dico che ci sia un buco nero, ma vorrei che ci fosse. è stato il periodo dei cambiamenti da ogni punto di vista e non il genere di cambiamento che mi piace, era il genere di cambiamento che mi veniva imposto. 14 Giuseppe, distruzione della mia persona. il segreto più pesante. conosciuto da poche persone.. eppure resta quello più amaro. alla fine dei 14 è arrivato D. e da lì in poi sono diventato Arthur. anno in cui è arrivato il mio primo vero bacio. ed è arrivata anche la mia prima volta. 15 egocentrismo al limite. primo bicchiere d’alcool. primo gioco mentale da parte mia, prima manipolazione. prime conseguenze. inizio dei mille look e definizione della mia persona. questa l’età in cui ho imparato a distruggere prima di apprezzare. 16 Arthur biondo e senza limiti. momento di massima distruzione generale. fino a quando è arrivato O. vi è anche la mia azione più vigliacca. Attimo assoluto. 17 conseguenze di tante azioni, crollo delle mie certezze. inizio finalmente ad apprezzare invece di giudicare all’istante. ancora O. anno senza alcun sorriso. anno odiato. anno della mia infelicità. distruzione dell’attimo assoluto. 18 il mio anno preferito. l’anno in cui ho raccolto tutte le mie piccole esperienze e ho attaccato prima di essere colpito. ho ritrovato un po’ di pace interiore. ho detto addio a O. fine delle follie ai miei capelli. inizio della mia vera consapevolezza. inizio della mia ambizione. inizio “la fine del giorno”. 19 forse l’anno dei rimpianti. l’anno della paura di sbagliare ancora. l’anno in cui non mi sono lasciato andare. l’anno in cui sono rimasto fedele a me stesso.. alle mie regole, alle mie promesse, alle mie teorie, senza lasciare spazio al mio cuore. Kostja. ho allontanato tante persone perché “era meglio così”.. senza pensare a quanto fossero importanti. le cazzate fatte non possono essere contate o raccontate. dico solo che mi dispiace. anno in cui ho perso TUTTO, mantenendo sempre un sorriso. 110. 10000. 11. 1. 1 1/2. scrivere questo sembra tanto idiota, lo è, ma aver superato i 19 anni è una vittoria per me. ho vissuto. vissuto realmente, ho riso e scherzato, ho pianto e urlato, mi sono rotto il piede e mi sono rotolato da collinette, ho viaggiato e sono tornato, ho amato e ho odiato, ho deluso sempre e solo dopo aver illuso. domani avrò 20 anni, non sarò più un teenager. finisce qualcosa per me, un lungo capitolo. ho superato un cancro, ho superato G, ho superato tutte le mie paure ed è finita la merda. ho avuto tutte le conclusioni che volevo avere prima dei miei 20 e sono soddisfatto. anche se ho concluso, molte cose che non avrei voluto. non sono triste, giuro che non lo sono, ma è che dico addio ad avvenimenti, dico addio proprio perché il tempo è passato, perché passo da uno a due. perché un altro decennio porta nuove regole. ricordo tutto, Koala e tartaruga, 6-6-6 e the departed, cioccolato del colera e la collera, season finale e lacrime, unter den linden e l’addio a Berlino, NU e neino, le pecore assassine e sarah connor, il tribunale, l’ospedale, l’ambulanza, i pompieri, il blackberry lanciato dentro una casa e la fenice sanguinante. lo so che domani sarà un giorno come un altro, mi sentirò uguale ad ora, tutto sarà identico e niente cambierà. cambia solo la mia età. non cambia nient’altro. per i prossimi 10 anni avrò altre storyline e patetiche avventure. quelle della mia giovane età, sono ufficialmente concluse.